All'interno di un Soggetto
Lo script che amano di più i produttori di radiodrammi è un testo snello, che si fa leggere come un racconto da un potenziale ascoltatore. Componenti tematiche, plot e anche le formattazioni risultano più che rilevanti per la... ortodromìa annunciata.
Lo script che amano di più i produttori di radiodrammi è un testo snello, che si fa leggere come un racconto da un potenziale ascoltatore. Componenti tematiche, plot e anche le formattazioni risultano più che rilevanti.
Da come nacque e si sviluppò il radiodramma a oggi, ci sono state molte differenziazioni dal punto di vista della programmazione e ancora troppo poche per i contenuti e la forma del'opera.
I palinsesti italiani offrono spazi solo all'interno di contenitori specifici a trasmissioni in forma seriale, con un taglio originale e/o di successo garantito.
Garantire un livello alto di audience a priori rimane una misteriosa operazione svolta da strutture, sezioni, uffici e dirigenze delle emittenti. In realtà la storia della radio è costellata da quella che è detta con parola affascinante Sperimentazione.
Nel 1970, Alto gradimento (che giocava sin dal titolo con la brutta abitudine di associare indici di apprezzamento a priori) non aveva conosciuto simili trasmissioni prima. E tornando ancora indietro e nel mito, se l'adattamento realizzato da Orson Welles de La guerra dei mondi di HG Wells avesse offerto ai suoi broadcaster e produttori quella garanzia di successo commerciale, forse non sarebbe diventato il più grande e sconvolgente successo per la Radio USA.
Quindi, una trovata originale deve essere imposta al Soggetto in via di sviluppo ma per quanto riguarda la sua stesura?
I produttori, che leggono decine e decine, centinaia di testi di opere e idee di programmi radiofonici, cosa cercano? E come giudicano copioni e trattamenti?
Innanzitutto occorre rispettare una struttura che tenga alto il livello di attenzione dell'ascoltatore.
1° esempio - Se facciamo incontrare un uomo e una donna nel primo fonoquadro (o scena) e li facciamo innamorare, l'ascoltatore si aspetta che subentrino delle difficoltà. Se non arrivano e l'azione si dipana soave fino alla fine dell'opera (magari solo con qualche trovata comica o romantica) calerà la delusione e la radio si spegne.
Occorre quindi strutturare il radiodramma come fosse un film o uno pices teatrale e quindi in:
• atto 1 (inizio con l'ambientazione, l'impostazione degli interpreti principali a livello caratteriale e il primo Colpo Di Scena, di solito a fine atto) che dura circa 1/4 dell'opera completa;
• atto 2 (con la descrizione del contesto drammatico, due pinze utili a tenere alta l'attenzione dell'ascoltatore su fatti importanti nella storia ma non fondamentali, un Punto Centrale - da qui l'azione non sarà più uguale a prima -, e un secondo Colpo Di Scena poco prima della chiusura dell'atto) che dura circa 1/2 dell'opera completa;
• atto 3 (con la risoluzione del conflitto) che dura circa 1/4 dell'opera completa.
Questo spiega che, come in letteratura, il Soggetto deve avere un inizio, uno sviluppo e una fine. Usando una metafora cara agli insegnanti di scrittura creativa, il protagonista deve procedere fino a un albero, salirci sopra e poi tentare di scendere.
Le componenti che attirano un destinatario il più possibile vasto o specifico (in marketing chiamato Scope) sono determinanti al successo dell'opera proposta a una produzione. Sono da indicare quindi all'inizio del soggetto:
• la storyline drammatica;
• la storyline comica;
• la storyline romantica.
Le eccezioni a questo genere di analisi del Mercato non mancano nella storia dei programmi radiofonici. Nel 1946, la serie Dick Barton Special Agent, fu ideata per un pubblico adulto ma riscosse successo soprattutto tra gli adolescenti.
In una serie, i singoli intrecci (drammatici, romantici e comici) devono confluire in un amalgama unitario con un inizio (puntata pilota o numero zero) e una fine (dell'intera serie).
La prospettiva da usare dovrà essere quella del protagonista e quindi il microfono dell'autore non deve mai staccarsi da lui. Questo non significa che ogni scena deve comprendere la voce del protagonista ma quando non c'è deve essere chiaro che quello che sarà detto non verrà a conoscenza dle protagonista fino al momento dell'imminente e imprescindibile confronto con gli interlocutori.
Devono essere evitate in ogni modo le deìssi, cioè quegli elementi che non si concretano a parole ma che consentono solo un riferimento diretto e chiaro solo a chi vede l'azione.
2° esempio - In sceneggiatura, Donna: "Quello che hai davanti non mi piace per niente" Uomo: "Nemmemo il tuo ha un bell'aspetto" (di che stanno parlando?); In Soggetto: Alla donna non piace quello che ha davanti l'uomo ma anche a lui non piace l'aspetto di lei...
I verbi devono essere declinati al presente per un risultato più attinente alla funzione del Soggetto che, ricordiamoci, deve rappresentare ciò che accade in questo momento, in questo luogo.
L'azione si ascolta e quindi sarebbe meglio affidare il compito di descrivere alle voci legate al senso auditivo.
3° esempio - Sbagliato: Un uomo vedeva una folla agitarsi e aveva di minuto in minuto sempre più paura che si avvicinasse a lui... Più giusto: Un uomo sentiva un rumore di folla inferocita che si avvicinava minacciosa.
Per le ambientazioni in radio si può dare fiato alle trombe della fantasia! Location di tutti i tipi possono essere ricreate in studio: da pianeti lontani anni luce da noi, allo stretto pertugio di una galleria che arriva al centro della Terra, dal surreale viaggio all'interno del corpo umano alle foreste del Devoniano Superiore.
Nel Soggetto, invece, a musica e suono, che nel caso della scelta di una location investono un ruolo eminente, non deve essere fatto riferimento.
Gli errori ortografici sono, come ovvio, da evitare. Lo sono perché non è concepibile offrire il fianco alle critiche per ragioni che vanno oltre il contenuto specifico dell'opera. Quindi attenzione ai più comuni errori di battitura, ortografia e sintassi.
4° esempio - Errori più diffusi: Qual'è (invece di Qual è); quì, quà (invece di qui, qua); perchè (invece di perché); un pò (invece di un po'); l'uso delle H per il verbo avere e la coerenza per i tempi verbali (se Presente Indicativo, deve essere sempre Presente Indicativo)...
Ogni episodio di una sitcom, genere comico o brillante in cui un gruppo di personaggi interagisce con situazioni sempre nuove e fantasiose, può raggiungere una durata massima di 30 minuti. Il mitico The Archers durava solo 15 minuti, senza interruzioni, (5 scene e circa 7 personaggi a volta).
I soggetti vanno battuti con a interlinea doppia (come le sceneggiature se richieste), su un lato del foglio formato A4. In copertina deve essere evidente il titolo del radiodramma, il numero dell'episodio e il titolo dell'intera serie di cui fa eventualmente parte, il nome dell'autore o degli autori, almeno un numero di telefono e una e-mail.
Il numero di pagina deve essere presente al centro in basso di ogni pagina del testo che viene consegnato a un potenziale produttore.
Da come nacque e si sviluppò il radiodramma a oggi, ci sono state molte differenziazioni dal punto di vista della programmazione e ancora troppo poche per i contenuti e la forma del'opera.
I palinsesti italiani offrono spazi solo all'interno di contenitori specifici a trasmissioni in forma seriale, con un taglio originale e/o di successo garantito.
Garantire un livello alto di audience a priori rimane una misteriosa operazione svolta da strutture, sezioni, uffici e dirigenze delle emittenti. In realtà la storia della radio è costellata da quella che è detta con parola affascinante Sperimentazione.
Nel 1970, Alto gradimento (che giocava sin dal titolo con la brutta abitudine di associare indici di apprezzamento a priori) non aveva conosciuto simili trasmissioni prima. E tornando ancora indietro e nel mito, se l'adattamento realizzato da Orson Welles de La guerra dei mondi di HG Wells avesse offerto ai suoi broadcaster e produttori quella garanzia di successo commerciale, forse non sarebbe diventato il più grande e sconvolgente successo per la Radio USA.
Quindi, una trovata originale deve essere imposta al Soggetto in via di sviluppo ma per quanto riguarda la sua stesura?
I produttori, che leggono decine e decine, centinaia di testi di opere e idee di programmi radiofonici, cosa cercano? E come giudicano copioni e trattamenti?
Innanzitutto occorre rispettare una struttura che tenga alto il livello di attenzione dell'ascoltatore.
1° esempio - Se facciamo incontrare un uomo e una donna nel primo fonoquadro (o scena) e li facciamo innamorare, l'ascoltatore si aspetta che subentrino delle difficoltà. Se non arrivano e l'azione si dipana soave fino alla fine dell'opera (magari solo con qualche trovata comica o romantica) calerà la delusione e la radio si spegne.
Occorre quindi strutturare il radiodramma come fosse un film o uno pices teatrale e quindi in:
• atto 1 (inizio con l'ambientazione, l'impostazione degli interpreti principali a livello caratteriale e il primo Colpo Di Scena, di solito a fine atto) che dura circa 1/4 dell'opera completa;
• atto 2 (con la descrizione del contesto drammatico, due pinze utili a tenere alta l'attenzione dell'ascoltatore su fatti importanti nella storia ma non fondamentali, un Punto Centrale - da qui l'azione non sarà più uguale a prima -, e un secondo Colpo Di Scena poco prima della chiusura dell'atto) che dura circa 1/2 dell'opera completa;
• atto 3 (con la risoluzione del conflitto) che dura circa 1/4 dell'opera completa.
Questo spiega che, come in letteratura, il Soggetto deve avere un inizio, uno sviluppo e una fine. Usando una metafora cara agli insegnanti di scrittura creativa, il protagonista deve procedere fino a un albero, salirci sopra e poi tentare di scendere.
Le componenti che attirano un destinatario il più possibile vasto o specifico (in marketing chiamato Scope) sono determinanti al successo dell'opera proposta a una produzione. Sono da indicare quindi all'inizio del soggetto:
• la storyline drammatica;
• la storyline comica;
• la storyline romantica.
Le eccezioni a questo genere di analisi del Mercato non mancano nella storia dei programmi radiofonici. Nel 1946, la serie Dick Barton Special Agent, fu ideata per un pubblico adulto ma riscosse successo soprattutto tra gli adolescenti.
In una serie, i singoli intrecci (drammatici, romantici e comici) devono confluire in un amalgama unitario con un inizio (puntata pilota o numero zero) e una fine (dell'intera serie).
La prospettiva da usare dovrà essere quella del protagonista e quindi il microfono dell'autore non deve mai staccarsi da lui. Questo non significa che ogni scena deve comprendere la voce del protagonista ma quando non c'è deve essere chiaro che quello che sarà detto non verrà a conoscenza dle protagonista fino al momento dell'imminente e imprescindibile confronto con gli interlocutori.
Devono essere evitate in ogni modo le deìssi, cioè quegli elementi che non si concretano a parole ma che consentono solo un riferimento diretto e chiaro solo a chi vede l'azione.
2° esempio - In sceneggiatura, Donna: "Quello che hai davanti non mi piace per niente" Uomo: "Nemmemo il tuo ha un bell'aspetto" (di che stanno parlando?); In Soggetto: Alla donna non piace quello che ha davanti l'uomo ma anche a lui non piace l'aspetto di lei...
I verbi devono essere declinati al presente per un risultato più attinente alla funzione del Soggetto che, ricordiamoci, deve rappresentare ciò che accade in questo momento, in questo luogo.
L'azione si ascolta e quindi sarebbe meglio affidare il compito di descrivere alle voci legate al senso auditivo.
3° esempio - Sbagliato: Un uomo vedeva una folla agitarsi e aveva di minuto in minuto sempre più paura che si avvicinasse a lui... Più giusto: Un uomo sentiva un rumore di folla inferocita che si avvicinava minacciosa.
Per le ambientazioni in radio si può dare fiato alle trombe della fantasia! Location di tutti i tipi possono essere ricreate in studio: da pianeti lontani anni luce da noi, allo stretto pertugio di una galleria che arriva al centro della Terra, dal surreale viaggio all'interno del corpo umano alle foreste del Devoniano Superiore.
Nel Soggetto, invece, a musica e suono, che nel caso della scelta di una location investono un ruolo eminente, non deve essere fatto riferimento.
Gli errori ortografici sono, come ovvio, da evitare. Lo sono perché non è concepibile offrire il fianco alle critiche per ragioni che vanno oltre il contenuto specifico dell'opera. Quindi attenzione ai più comuni errori di battitura, ortografia e sintassi.
4° esempio - Errori più diffusi: Qual'è (invece di Qual è); quì, quà (invece di qui, qua); perchè (invece di perché); un pò (invece di un po'); l'uso delle H per il verbo avere e la coerenza per i tempi verbali (se Presente Indicativo, deve essere sempre Presente Indicativo)...
Ogni episodio di una sitcom, genere comico o brillante in cui un gruppo di personaggi interagisce con situazioni sempre nuove e fantasiose, può raggiungere una durata massima di 30 minuti. Il mitico The Archers durava solo 15 minuti, senza interruzioni, (5 scene e circa 7 personaggi a volta).
I soggetti vanno battuti con a interlinea doppia (come le sceneggiature se richieste), su un lato del foglio formato A4. In copertina deve essere evidente il titolo del radiodramma, il numero dell'episodio e il titolo dell'intera serie di cui fa eventualmente parte, il nome dell'autore o degli autori, almeno un numero di telefono e una e-mail.
Il numero di pagina deve essere presente al centro in basso di ogni pagina del testo che viene consegnato a un potenziale produttore.
E ora... AL LAVORO!
(...e buona fortuna...)
(...e buona fortuna...)
| < Prec. | Succ. > |
|---|