"AngoloB" di Ferrario-Bettini [Testi Sonori]
Improvvisazione sonoro-musicale in studio di Paolo Ferrario finalizzata a interpretare i testi scritti da Luca Bettini. I testi (scelti tra i molti dell'autore) sono letti e registrati dallo stesso Bettini. Musica, suoni e rumori sono cercati, inventati, (ri)generati, in ambito elettronico e acustico. Molta parte sonoro-musicale è realizzata in tempo reale, seguendo il testo, riservandosi di rifinire la registrazione.
Dalla frequentazione e dall'incontro con Luca Luchino Bettini dai primi anni '90, ascoltando i suoi aforismi, il suo lavoro a 360° con la parola e intorno al senso che essa porta, ho l'idea di rappresentare col suono i suoi testi...
L'intenzione di tentare di rappresentare la leggerezza e la velocità di pensiero di Luca con gli strumenti che abitualmente utilizzo fanno sì che gli proponga (nel maggio del 1997) di leggere in un microfono i suoi testi e di farmi registrare su bobina la sua bella voce toscana introversa), per poterne poi disporre, insieme a molti altri suoni racchiusi o solo nella mia testa o già nel campionatore e in altri strumenti elettronici collegati al mio computer ATARI ST-f (leggi sotto in Note).
Il lavoro vero e proprio comincia a questo punto, in una sorta di improvvisazione-da-studio solitaria. Affronto ogni singolo testo producendo e registrando rumori, suonando e programmando brevi parti strumentali e ritmi con timbri di varia natura... spesso utilizzando oggetti strani o comuni prsenti in casa e in studio... mentre la voce a volte scorre sul registratore a bobine (sincronizzato al computer) integrata dal suono, altre volte è caricata nel campionatore e da lì controllata, editata, suonata e risuonata...
E' vero che improvvisazione in studio suona come una contraddizione di termini... si pensi infatti all'immediatezza propria della musica che ha fatto del concerto dal vivo e dell'improvvisazione la sua ragione di essere...
E' vero che improvvisazione in studio suona come una contraddizione di termini... si pensi infatti all'immediatezza propria della musica che ha fatto del concerto dal vivo e dell'improvvisazione la sua ragione di essere...
A partire dalla musica popolare contemporanea di metà anni '60 e indicativamente, dall'esplorazione psichedelica in poi, lo studio di registrazione è diventato spazio e strumento di creazione e produzione musicale finalizzata al supporto disco e non più luogo adibito alla sola produzione e documentazione di un evento musicale, il cui riferimento era invece il concerto dal vivo.
E' anche vero che con la tecnologia digitale e informatica questo fenomeno si è acuito.
Copia e originale non sono più distinti, taglia/copia/incolla consentono una velocità di composizione, quindi di scelta e di esecuzione che rendono il lavoro molto laboratorialei, immediato e improvvisato.
Ciò anche quando tutto è creato e registrato sul momento.
Con la differenza (rispetto all'improvvisazione dal vivo) che è poi possibile modificare parzialmente quanto registrato.
Ma, come nell'improvvisazione registrata dal vivo, anche qui il risultato non sarà mai identico.
Anche qui l'intuizione e l'istintualità unite all'esperienza conducono ogni volta a scelte differenti. Tra l'altro per rendere il mio lavoro più scorrevole e valorizzarne l'aspetto d'improvvisazione e intuizione, ho deciso di salvare suoni e impostazioni solo molto raramente, per non rallentare il lavoro e perdere energia in questa operazione, scegliendo invece di registrare immediatamente il risultato della combinazione ottenuta quasi in tempo reale, ma soprattutto in un continuum di concentrazione unica, senza interruzioni.
In quasi tutti i testi sonori realizzati sulla voce e i testi di Luca (scelti insieme, a seconda di quanto ci evocavano e mi suggerivano), prova e bella coincidono.
In quasi tutti i testi sonori realizzati sulla voce e i testi di Luca (scelti insieme, a seconda di quanto ci evocavano e mi suggerivano), prova e bella coincidono.
Le sonorizzazioni sono state meditate molto poco e vissute intensamente, in breve spazio di tempo e con grande concentrazione e dedizione.
In questo lavoro, va detto, la tecnologia digitale affianca quella analogica, e alcuni suoni sono stati ottenuti da sintetizzatori per loro natura rumorosi (ronzii, etc.), così come certe soluzioni tecniche sono state poco meditate, con risultati sonori non sempre ottimali..
Ma ciò sempre all'insegna della regola artistica prepostami: immergermi nelle parole di L'uca e interpretarle nel modo più immediato e diretto possibile.
Paolo Ferrario
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