Arie cantate
Anche un certo tipo di composizione musicale si chiama, però, aria. L’accostamento di queste due forme di arie, appartenenti a contesti diversi, uno fisiologico e l’altro artistico, ha dato vita all’idea di unirle in una prospettiva allegorica, dove l’una prende le caratteristiche dell’altra vicendevolmente. La sonorità dell’una è sostituita da quella dell’altra, la quale, a sua volta, viene prodotta fisicamente da un uomo nell’atto di espellerla. Ciò che esce fisicamente è il suono di un canto, che non si può trattenere e che si fa sentire per azione naturale, così come l’intelligenza. Lo spostamento di contesto, in questo caso, è uno spostamento di arie. Un’intelligenza che si esprime con le parti basse del corpo, quelle più materiali. Viene così operata, linguisticamente, un’inversione delle funzioni comuni.
La prospettiva comica e la provocazione culturale sono solo due delle possibilità offerte dal linguaggio virale. Qui è stata scelta questa soluzione proprio per collocare in un ambito divergente una tematica tradizionalmente seria. L’intelligenza viene comunemente percepita in due modi: come elemento di impegno e pesantezza, legato spesso allo studio, alla cultura, alle facoltà intellettive; oppure come elemento di distinzione per la capacità di creare e comprendere indipendentemente da ciò che esiste o viene accettato. Nel secondo caso gli individui sviluppano una libertà di pensiero, di percezione emotiva e di azione che li porta alla consapevolezza ed alla non omologazione, determinando atti creativi e divergenti rispetto alla norma socio-culturale.
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