Una città fatta solo di parole
Una città fatta di parole è una riflessione sulla città come luogo del regime e detenzione della parola. In una città artificiale e vuota due innamorati vivono una storia d'amore impossibile. Una favola struggente sulla solitudine.
La parola che diventa soluzione scenografica necessaria a costruire la suggestione della partecipazione democratica da amplificare nell’infosfera e moltiplicare nelle varie scatole mediatiche per produrre un effetto di ridondanza ipnotico.
Un processo di raffinazione che serve a trasformare la parola in presidio medico per indurre effetti mirati e selettivi come fiducia, paura, speranza, consenso.
Raccontiamo una città che reprime e perseguita tutti gli assembramenti spontanei, che rimuove le panchine, che riduce gli spazi della praticabilità delle parole per ricondurle, come una mandria di buoi in fuga, nei luoghi/spazi recintati dal consumo (bar, pub, discoteche).
In questa dimensione la parola si rigenera in nuovi ecosistemi di cui il web partecipativo è quello privilegiato. Come in un disperato tentativo di liberarsi dalla morsa della finzione la parola, sia scritta che parlata, ricompare attraverso nuove forme inaspettate in spazi imprevisti. Abbiamo voluto fare una passeggiata all’interno del solco che separa l’amministrazione della città da chi la vive e quello che ci è rimasto attaccato addosso è una città fatta solo di parole finte abitata però da gente vera.
Regia di Federico Ajello.
Musiche di Moreno Gileno.
Raccontiamo una città che reprime e perseguita tutti gli assembramenti spontanei, che rimuove le panchine, che riduce gli spazi della praticabilità delle parole per ricondurle, come una mandria di buoi in fuga, nei luoghi/spazi recintati dal consumo (bar, pub, discoteche).
In questa dimensione la parola si rigenera in nuovi ecosistemi di cui il web partecipativo è quello privilegiato. Come in un disperato tentativo di liberarsi dalla morsa della finzione la parola, sia scritta che parlata, ricompare attraverso nuove forme inaspettate in spazi imprevisti. Abbiamo voluto fare una passeggiata all’interno del solco che separa l’amministrazione della città da chi la vive e quello che ci è rimasto attaccato addosso è una città fatta solo di parole finte abitata però da gente vera.
Regia di Federico Ajello.
Musiche di Moreno Gileno.
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