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Dal coesore al broadcasting

Abbiamo scoperto contenuti interessanti sul mezzo radiofonico in un dominio della Svizzera italiana che riporta un progetto (HEAR AND SEE – A Media Memory Project) datato 2005. Un approccio scientifico allo sviluppo della comunicazione nell'etere.
Come nel caso di altre scoperte significative, anche per ciò che concerne la radio non si può parlare di invenzione vera e propria.
Il suo sviluppo in quanto mass-media, infatti, è conseguenza di una serie di progressi tecnologici effettuati in vista di altri scopi, anche diversi tra loro.
La radio come la conosciamo oggi è il risultato di una catena interconnessa di avanzamenti ottenuti tanto nella fisica teorica, quanto nella sperimentazione empirica.
L’etimologia della parola radio non ha, infatti, nulla a che vedere con la comunicazione di massa.
Il termine radio risale al chimico William Crookes, che nel 1874, inventò un radiometro, cioè uno strumento capace di misurare la radiazione della luce.
A partire da quest’oggetto si svilupparono gli odierni metodi di misurazione com ad esempio le radiazioni Röntgen.
 
(per completare la lettura occorre collegarsi alle pagine dedicate alla Storia della radio: i filoni delle invenzioni tecnologiche )
 
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